Il Medi Garden Resort di Alba Adriatica in Abruzzo, sul mare del Costa Adriatica ma non a ridosso del caotico lungomare, in pieno centro cittadino, tra le verdissime palme della passeggiata è pronto ad accogliervi in un clima rilassante e stimolante, per assicurare la tranquillità di un’oasi di relax.
La Riserva naturale Gole del Salinello è un'area naturale protetta della provincia di Teramo, in Abruzzo, a tutela dell'habitat delle gole create dal fiume Salinello. La Riserva si trova all'interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Le gole del Salinello sono un lungo e profondo canyon, tra il Monte Girella e il Monte Foltrone. E' possibile risalirle a piedi per un lungo tratto oppure scenderle con l'attrezzatura da torrentismo (alcune corde doppie attrezzate). Ricco di storia e di natura, questo luogo offre diverse combinazioni di itinerari; in questa scheda sono relazionate due possibilità, l'escursione nelle gole con visita agli eremi e un anello che giunge fino a Castel Manfrino, a voi la scelta.
Visualizza DettagliMolti turisti, nel periodo estivo, approfittano per fare il bagno nelle fresche acque del fiume, che nella bella stagione non superano i 16 gradi. Sulle pareti rocciose sono presenti degli eremi rupestri, ossia delle grotte dove un tempo vivevano gli eremiti. La grotta più famosa ed estesa è la Grotta Sant'Angelo o di san Michele Arcangelo: profonda 30 m e larga 10 m, in alcuni punti raggiunge un'altezza di 30 m. L’eremo è ricco di stalattiti e stalagmiti. Qui, scavi recenti hanno riportato alla luce reperti che vanno dal Neolitico all'età romana. Di difficile accesso l' eremo di Santa Maria Scalena, mentre è più facile raggiungere i resti dell' eremo di San Francesco alle Scalelle. Si raggiungono da valle camminando per circa trenta minuti a partire da Ripe, frazione del comune di Civitella del Tronto. Da monte si possono raggiungere a piedi partendo da Macchia da Sole, nei pressi di Castel Manfrino.
Tra arte e natura, il paesaggio delle colline atriane affascina per la spettacolare presenza dei Calanchi, vere e proprie “sculture naturali” nate dalla millenaria erosione del terreno argilloso. Il panorama assume toni e colori da “bolgia” dantesca, lo scenario si fa severo, quasi “lunare”, sovrastato dall’imponente architettura disegnata da queste formazioni geologiche. Maestose architetture naturali note anche come "bolge dantesche" o "scrimoni". Pur essendo un fenomeno piuttosto ricorrente nel paesaggio adriatico, solo nel territorio atriano i calanchi raggiungono, oltre ad una notevole estensione.
Visualizza DettagliL’area protetta si estende per 380 ettari su un paesaggio collinare dai 100 ai 500 metri di quota, dal fondovalle del torrente Piomba al Colle della Giustizia. La Riserva, che può essere visitata liberamente percorrendo i sentieri segnalati, che partono dal Colle della Giustizia, dove è presente il Centro Visite, dispone di una panoramica cicloippovia per la gioia degli amanti del trekking, dell'endurance e della mountain bike. Durante l’estate viene organizzato un ricco programma escursionistico, che culmina con suggestive passeggiate notturne nel periodo di luna piena ("La Luna e i calanchi").
Fra cielo e terra uno specchio d’acqua protetto dove coltivare le preziose risorse del mare troviamo l’areaa marina della Torre del Cerrano. Delimita sette chilometri di costa, nel tratto teramano, fra i Comuni di Pineto e Silvi e completa un programma di protezione e valorizzazione dell’ambiente affiancandosi alla rete di oasi sottomarine che hanno consentito, in questi anni, la salvaguardia, il ripopolamento e lo studio dell’ecosistema marino locale. Nel nome, “Torre del Cerrano”, i simboli della storia e dell’identità di questo territorio.
Visualizza DettagliCerrano, il torrente che scende dalle colline di Atri – dove si trovano gli spendidi calanchi, altra area protetta - e sfocia nella marina di Silvi, e la Torre, costruita nel 1568 dagli spagnoli, baluardo contro i pirati saraceni. Il fortilizio si affaccia fra le dune, completamente restaurato e sede del Centro di biologia marina, a due chilometri dal centro di Pineto. La Torre di Cerrano è una delle antiche torri costiere del Regno di Napoli e ancora oggi spicca nettamente all’orizzonte su una piccola collina a ridosso della spiaggia, circondata da un ciuffo di alti pini marittimi, in un ambiente di rara bellezza. Fu costruita nel XVI secolo quando crebbe la minaccia di incursioni da parte dei Saraceni. Fu il Viceré Don Pedro Perafan de Ribera, Duca di Alcalà, a decidere che anche il litorale abruzzese, come già altre coste della penisola, doveva avere un sistema di torri costiere, costruite a distanza tale da poter comunicare a vista tra loro, destinate non solo a dare l'allarme in caso di incursioni nemiche ma, essendo dotate di guarnigione e colubrine, anche a respingere tali incursioni. La costruzione originale del XVI secolo, che costituisce il nucleo del complesso attuale, è formata da un massiccio torrione a base quadrata in laterizio, alla base il lato esterno è di 12,80 metri mentre quello interno di 5,80 metri. Le mura hanno spessore decrescente e quindi risultano inclinate a piramide, ciascuna è coronata da quattro robusti beccatelli e tre caditoie sormontate da sei merli di fattura guelfa. L'altezza è di 12,60 metri[11] esclusi i 90 centimetri[11] dei merli. I soffitti sono a botte. La tipologia è tipica delle torri costiere del Viceregno, molto simile alla "gemella" Torre del Salinello. Agli inizi del secolo scorso la torre fu acquistata da un ufficiale di Marina, Pasquale Filiani che, nel 1915[10] la fece restaurare e rendere abitabile; Nel 1981 la torre fu acquistata dall'Amministrazione Provinciale di Teramo che, dopo aver provveduto a lavori di ristrutturazione e consolidamento, nel 1983 vi istituì un Centro Ricerche e Studi; il 21 maggio 1983 il complesso fu affidata all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo[3].
Ascoli Piceno (definita “La città dalle cento torri”) spicca con il suo profilo di torri, guglie, cupole e palazzi in una valle creata dal deposito dei fiumi Tronto e Castellano. Le case, i palazzi signorili, le chiese, le pavimentazioni delle piazze sono tutte in travertino, e questo conferisce alla città una straordinaria unità di stile ed un tono elegante, austero ed al tempo stesso luminoso, creando affascinanti contrasti con il cielo azzurro ed il verde circostante. La sua “Piazza del Popolo”, una delle più belle Piazze d’Italia, è per gli ascolani il salotto cittadino, luogo d’incontro per l’aperitivo, per gli spettacoli estivi e per la tipica “passeggiata”. È anche teatro del torneo della Quintana, il famoso Palio di Ascoli.
Visualizza DettagliPiazza del Popolo accoglie gli edifici che rappresentavano i poteri principali: quello politico con il Palazzo dei Capitani del Popolo, quello religioso con la Chiesa di San Francesco e quello commerciale con la Loggia dei Mercanti. Ulteriore nota di fascino viene data dallo storico Caffè Meletti, che inaugurato nel lontano 1907, merita una visita sia per assaggiare la sua famosa Anisetta Meletti, la sua pasticceria e le rinomate Olive all’ascolana, sia per ammirare i suoi arredi originali in puro stile Liberty.
È una frequentata stazione balneare della riviera picena, con il suo bel lungomare di palme e la sua spiaggia sabbiosa. È ricca di strutture ricettive, stabilimenti balneari, locali e villini in stile liberty immersi nel verde. La parte antica è situata su di un suggestivo colle, dove si sviluppa il centro tardo medievale.
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Il santuario di San Gabriele dell’Addolorata è uno dei luoghi sacri più visitati d’Italia. Edificato nel XIII secolo dopo la visita di San Francesco, nasce come "monumento di pace". Il santuario è parte del triangolo sacro, assieme ai santuari di Loreto e Porto Rotondo. Ogni anno è visitato da milioni di pellegrini, che arrivano da ogni zona d’Italia e d’Europa per visitare il luogo sacro. La cornice naturale dei monti del Gran Sasso è il panorama ideale per la riflessione e la preghiera, e i malati, che si recano in pellegrinaggio per avvicinarsi ai luoghi in cui visse il santo taumaturgo Gabriele dell’Addolorata, trovano un sollievo anche nella vista degli scorci di natura che circondano il santuario.
Visualizza DettagliLa vita del Santo
San Gabriele visse nel XIX secolo da una nobile famiglia perugina, che lo battezzò Francesco. Fu proprio San Francesco ad ispirare il suo percorso di fede e la sua vita, quando nel 1857 comincia la strada verso il sacerdozio. Ma poco dopo si ammala di tubercolosi, e salutando tutti si avvia verso la luce. La sua tomba è sede di miracoli e prodigi continui, e nel 1920 è proclamato santo. E’ il Santo dei miracoli e del sorriso, e la sua forza d’animo durante le difficoltà che la vita gli impose rimane uno straordinario esempio per i giovani di tutte le generazioni.
Tendopoli - Festa dei giovani
Il Santuario di San Gabriele dell’Addolorata è una meta importante per i giovani credenti. Una delle manifestazioni per i giovani si svolge in agosto, è la Tendopoli-Festa dei giovani, un raduno di cinque giorni che richiama ogni anno migliaia di credenti, che si recano al santuario per pregare e stare insieme.
Il Santuario nella rete
Il Santuario di San Gabriele dell’Addolorata ha attivato un sito web completo, in cui si possono trovare tutte le informazioni sul Santo e sul Santuario, tutte le iniziative organizzate durante l’anno e la descrizione dei luoghi della fede presenti sul suo territorio, l’indirizzo è www.sangabriele.org.
Le emozioni del passato rivivono nella città-fortezza di Civitella, sicuramente uno dei centri più rappresentativi ed evocativi della nostra provincia. Emblema di Civitella è la solenne Fortezza borbonica, capolavoro di ingegneria militare con i suoi 25.000 metri quadrati di superficie che ne fanno la più grande d’Europa. Edificata dagli spagnoli tra il 1564 e il 1576 per resistere al nemico, la Fortezza fu l’ultimo baluardo del Regno di Napoli durante le lotte risorgimentali per l’Unità d’Italia. Invidiabile per la sua posizione panoramica, il forte seduce con le sue tre splendide piazze d’Armi, i bastioni e camminamenti e, al suo interno, il Museo che ancora oggi ne “racconta” la storia.
Visualizza DettagliI simboli della Città-fortezza sono perfettamente visibili anche nel resto del borgo, sui palazzi e le case dalle mura robuste in travertino, sui portali magistralmente cesellati, nelle sue vie suggestive e misteriose, tra le quali spicca “Ruetta, d’Italia la via più stretta”. Ed è un’impresa ardua dar conto dei tanti monumenti che abbelliscono il centro storico di Civitella: dalla Chiesa cinquentesca di San Lorenzo, con la cripta della Beata Angiolina di Corbara e la croce in argento e rame di S. Ubaldo; alla romanica San Francesco, con il bel rosone e il pregevole coro del ‘400. A pochi metri, il monumento alla memoria dell’eroe irlandese Matteo Wade, comandante del forte quando, nel 1806, la roccaforte di Civitella fu posta sotto assedio dai francesi. Ed ancora il Convento e la Chiesa di Santa Chiara, eretti nei primi decenni del 1300, la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, detta anche “della Scopa”, datata tra il XV e il XVI secolo.
COME ARRIVARCI – 31 km, 45 min